Senna | I racconti del presidente del tempo.

SENNA
Ci sono storie che fanno rumore.
E altre che fanno silenzio.
Ayrton Senna appartiene a quelle che restano dentro, anche quando tutto intorno si è fermato.
Il giorno prima aveva visto la macchina di Roland Ratzenberger.
E certe immagini non passano.
Ti cambiano lo sguardo.
Ti fanno sentire che qualcosa non è più come prima.
Poi arriva la Curva del Tamburello.
E lì si è detto tanto.
Troppo.
Ma una cosa è chiara:
non è stato lui.
Non è stato un errore, non una distrazione, non un limite superato.
È stato qualcosa che ha ceduto.
Un pezzo, un dettaglio, un istante che non dipendeva da lui.
E questa è forse la parte più difficile da accettare.
Perché Senna non stava cercando il rischio.
Stava facendo quello che era.
E lo faceva fino in fondo.
Il Presidente del Tempo direbbe
che la vita è piena di parti che non controlliamo,
e che a volte la maschera cade non quando vogliamo…
ma quando qualcosa si rompe.
A me resta questo.
Non solo il campione.
Non solo la velocità.
Ma quella sensazione che lui fosse vero.
Fino all'ultimo metro.
E che, proprio per questo,
non abbia mai davvero perso il controllo.
Perché il controllo, quello vero,
non è diventare tutto.
È essere se stessi,
anche quando il mondo intorno smette di funzionare.
ANDREA MAGNAN

