Senna | I racconti del presidente del tempo.

01.05.2026

SENNA


Ci sono storie che fanno rumore.

E altre che fanno silenzio.

Ayrton Senna appartiene a quelle che restano dentro, anche quando tutto intorno si è fermato.

Il giorno prima aveva visto la macchina di Roland Ratzenberger.

E certe immagini non passano.

Ti cambiano lo sguardo.

Ti fanno sentire che qualcosa non è più come prima.

Poi arriva la Curva del Tamburello.

E lì si è detto tanto.

Troppo.

Ma una cosa è chiara:

non è stato lui.

Non è stato un errore, non una distrazione, non un limite superato.

È stato qualcosa che ha ceduto.

Un pezzo, un dettaglio, un istante che non dipendeva da lui.

E questa è forse la parte più difficile da accettare.

Perché Senna non stava cercando il rischio.

Stava facendo quello che era.

E lo faceva fino in fondo.

Il Presidente del Tempo direbbe

che la vita è piena di parti che non controlliamo,

e che a volte la maschera cade non quando vogliamo…

ma quando qualcosa si rompe.

A me resta questo.

Non solo il campione.

Non solo la velocità.

Ma quella sensazione che lui fosse vero.

Fino all'ultimo metro.

E che, proprio per questo,

non abbia mai davvero perso il controllo.

Perché il controllo, quello vero,

non è diventare tutto.

È essere se stessi,

anche quando il mondo intorno smette di funzionare.


ANDREA MAGNAN

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