C'è qualcosa di profondamente ironico, e forse anche perfetto, nel fatto che Giovannina Cauz fosse nata a Venezia, città elegante e affascinante, famosa per l'acqua alta. Lei, alta poco più di un metro e cinquanta. Eppure, come Venezia, era impossibile da misurare davvero. Era un concentrato di intelligenza e cultura, ma soprattutto era...
Scrivere della propria scrittura è sempre un esercizio pericoloso.
C'è il rischio di sembrare troppo seri, o peggio ancora troppo convinti di sé.
Per questo preferisco dirlo subito: la mia scrittura nasce osservando più dal dubbio che dalla certezza.
Scrivo osservando le persone, i mestieri e le piccole contraddizioni della vita quotidiana.
Mi interessa quel punto preciso in cui la realtà cambia prospettiva e ciò che sembrava semplice diventa improvvisamente complesso.
Nei miei testi tornano spesso due presenze silenziose: il tempo e la vita.
Il tempo che scorre, che ci cambia, che ci mette davanti alle decisioni che rimandiamo.
E la vita, che a volte sembra una scena improvvisata in cui ognuno recita una parte senza sapere fino in fondo quale sia la propria.
Forse è per questo che devo molto a Luigi Pirandello,
per aver insegnato che dietro ogni persona esistono molte versioni della stessa verità.
Nei miei racconti convivono memoria, ironia, passione per le auto e una curiosità costante per il modo in cui il tempo trasforma le nostre scelte.
Scrivo per osservare meglio il mondo.
E, qualche volta, per ricordare che la vita è un teatro dove il tempo è il vero regista.
LEGGI I MIEI ARTICOLI E I MIEI RACCONTI
La notte è solitaria. Non perché il giorno manchi, ma perché il giorno, ormai, si limita a passare accanto alle cose senza più riconoscerle, come fanno certi uomini quando smettono di guardarsi dentro. Lo vede ogni giorno, il giorno, ma non lo conosce mai davvero. E forse è questo il vero dolore: non l'assenza, ma la presenza senza verità. ...
C'era un treno fermo sui binari. Non era un treno qualunque: uno di quelli che trasportano soltanto armi e cannoni. Armi destinate a una guerra che ancora non era cominciata, ma che già si respirava nell'aria come un temporale lontano. Davanti ai binari c'era quasi tutta la popolazione della città. Bambini, anziani, donne e uomini. Non gridavano....
La storia dell'automobile
Storia dell'automobile : una donna e l'inizio del viaggio.







